Marco Merendi

Marco Merendi nasce a Faenza nel 1968. Si laurea in Architettura presso la facoltà di Architettura di Firenze nel 1996 con una tesi in disegno industriale in collaborazione con il team Minardi Formula 1. Appena laureato si trasferisce per un periodo ad Amsterdam dove collabora con lo studio LITE: daglicht / kunstlicht adviezen occupandosi della realizzazione di oggetti luminosi e della progettazione illuminotecnica di grandi spazi.

Prima di trasferirsi a Milano, progetta gli interni dei bilici della Minardi Formula 1 e del Team Honda Gresini, sfruttando la passione per il mondo dei motori per conoscere e sperimentare sempre nuovi materiali e tecnologie.

Ha collaborato con lo Studio Cerri & Associati e con lo studio Ivana Porfiri nella progettazione di interni di yacht, gallerie d'arte, allestimenti ed abitazioni private. Ha fatto il consulente per Artemide, occupandosi di design e di ricerca e sviluppo prodotti. Vive e lavora a Milano dove la sua ricerca ed i suoi interessi spaziano continuamente tra architettura, design e comunicazione. Le parole chiave del suo lavoro sono: passione, sperimentazione e magia. Insegna alla Scuola Politecnica di Design (SPD) di Milano e i suoi lavori sono stati pubblicati in diverse riviste internazionali come Modo, Case da Abitare, Interni, Elle Decor, Casabella. Collabora con aziende come Lavazza, Gruppo Pentole Agnelli, FontanaArte, Viabizzuno (con la quale ha vinto a Francoforte il premio Design Plus 2002 con la lampada Bamboo), davide groppi, Buzzi & Buzzi, Dovetusai, MDF Italia, Terra Moretti Contadi Castaldi, Riflessi, Danese Milano, Nito e Rapsel (con la quale è stato selezionato per il Compasso d'Oro ADI 2013 con la serie di rubinetti Amarcord), Rossana Orlandi e Kundalini. Il primo progetto per Agape è nato in collaborazione con Diego Vencato. Si sono conosciuti in Artemide dove Marco era responsabile della direzione artistica e Diego era a capo della sezione Special Project Development. Lavorano singolarmente e insieme portano avanti il lavoro di ricerca che a volte può dare vita, come in questo caso, a progetti comuni.